
Venerdì 13 marzo 2026, la comunità di San Cassiano ha vissuto un momento di riflessione e spiritualità: Don Vincenzo Verutti, collaboratore del parroco di Crespino Don Fabio Bolognesi, ha voluto mettere al centro dell’incontro un tema tanto antico quanto urgente: l’essenza stessa della Comunità.
Oltre le mura: una Comunità Missionaria
La comunità cristiana non può e non deve limitarsi a occupare uno spazio chiuso o a gestire una struttura. Il suo compito è agire in modo efficace, credibile e inclusivo.
Una vera comunità si realizza nell'amore e si riconosce dalla sua capacità di farsi missionaria, abbattendo i muri e privilegiando chi è rimasto indietro: i poveri e gli emarginati.
L’obiettivo finale non è l’autoreferenzialità, ma la partecipazione attiva alla costruzione di una società più giusta e solidale.
La Chiesa non è una dogana
Ricordiamo tutti le parole di Papa Francesco, volte ad una Chiesa come casa accogliente con le porte sempre aperte.
"La Chiesa non è una dogana, ma un ospedale da campo."
In questa visione, non c'è spazio per ostacoli o giudizi: una comunità pastorale autentica accoglie tutti, specialmente chi attraversa situazioni difficili, abbandonando il pregiudizio per farsi prossima.
Curare le ferite: l'urgenza della prossimità
Da qui, la metafora dell'ospedale da campo come soccorso immediato.
In un mondo segnato da sofferenze e solitudini, la Chiesa deve recuperare la capacità di riscaldare il cuore dei fedeli.
"È inutile chiedere a un ferito grave se ha il colesterolo e gli zuccheri alti! Si devono curare le sue ferite. Poi potremo parlare di tutto il resto. Curare le ferite, curare le ferite... E bisogna cominciare dal basso”, ovvero partendo dai bisogni concreti delle persone anziché dalle norme burocratiche.
Il Sale e il Lievito della nostra Casa Famiglia
Per noi della Casa Famiglia, queste parole non sono solo teoria, ma rappresentano il sale e il lievito della nostra missione quotidiana.
Di ispirazione cristiana, la nostra realtà si riconosce pienamente in questa immagine della Chiesa come ospedale da campo.
La nostra casa è, per vocazione, un luogo che:
- Accoglie e cura le ferite, specialmente dei più fragili.
- Abbatte i pregiudizi, rifiutando ogni forma di discriminazione.
- Abita le "periferie" esistenziali, andando incontro a chi si sente invisibile.
Essere comunità significa proprio questo: essere una porta aperta sul mondo, pronti a fasciare ogni piaga con l'olio della consolazione e il vino della speranza.
"Ma ogni uomo è membro della società: appartiene all’umanità intera.
Non è soltanto questo o quell’uomo, ma tutti gli uomini sono chiamati a tale sviluppo plenario.
Le civiltà nascono, crescono e muoiono. Ma come le ondate dell’alta marea penetrano ciascuna un po’ più a fondo nell’arenile, così l’umanità avanza sul cammino della storia.
Eredi delle generazioni passate e beneficiari del lavoro dei nostri contemporanei,
noi abbiamo degli obblighi verso tutti, e non possiamo disinteressarci di coloro che verranno dopo di noi ad ingrandire la cerchia della famiglia umana.
La solidarietà universale, che è un fatto e per noi un beneficio, è altresì un dovere”.
Papa Paolo VI - Popolorum Progressio - 1967